Veneri: “Fare chiarezza sulla chiusura del punto nascite in Valdarno”

“Qualcosa non torna fra le dichiarazioni del Presidente di Regione Eugenio Giani e le informazioni che abbiamo raccolto in merito alla chiusura del punto nascita di Montevarchi.

 

Nei giorni scorsi la Regione Toscana ha reso noto che la struttura rientra tra quelle che nell’ultimo anno hanno registrato un numero di parti al di sotto della soglia minima prevista dalla normativa nazionale per i presidi ospedalieri di primo livello, cioè 500 all’anno, e ad oggi sembra che non abbia ottenuto una deroga dal Ministero.

È nostro obiettivo scongiurare in ogni modo la chiusura del punto nascita del Valdarno che è un presidio fondamentale per centinaia di donne, per le future mamme e per l’intero territorio che conta oltre 100.000 abitanti.

 

La sua eventuale chiusura comprometterebbe l’accesso all’assistenza ostetrica di prossimità, aggravando in modo significativo i percorsi di cura e aumentando i rischi per le partorienti costrette a spostarsi verso strutture più distanti.

 

Bisogna sottolineare che l’ospedale del Valdarno non ha raggiunto la soglia minima per poco più di una decina di parti mentre ci sono ospedali in Toscana che mantengono il punto nascita sebbene contino anche meno di 200 parti all’anno.

La Regione può fare una ulteriore richiesta di proroga al Comitato del Ministero? Perché la Giunta ha scelto di formalizzare mediante Deliberazione un parere consultivo di livello nazionale, precludendo di fatto la prosecuzione del confronto politico-istituzionale

 

Quali sono i documenti presentati dal delegato regionale presso lo stesso Comitato? E poi quali sono i criteri che hanno portato il Comitato a negare la richiesta?

 

Inoltre la Regione può intervenire per superare le criticità che hanno portato l’ospedale La Gruccia a non rientrare nei parametri?

 

E infine perché il Presidente Giani, in occasione di un recente incontro con i Sindaci del Valdarno ha dichiarato che la richiesta di deroga sarebbe ancora da formulare?

Sono alcune delle domande che rivolgiamo al Presidente di Regione e all’assessore Monni in una puntuale interrogazione sul tema per il quale abbiamo presentato anche un acceso agli atti.

 

Occorre fare chiarezza per evitare con ogni mezzo la chiusura del punto nascita e comprendere se e quali azioni possono essere intraprese” lo annunciano i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Alessandro Tomasi (componente della Commissione Sanità e portavoce dell’opposizione) e Gabriele Veneri.