Il punto nascita dell’ospedale Santa Maria alla Gruccia si avvicina al traguardo dei 500 parti annui. Al 5 novembre sono 444 i bambini nati nella struttura e le proiezioni dell’Asl Toscana Sud Est indicano un totale compreso tra 512 e 529 parti entro la fine dell’anno. Un risultato che permetterebbe di superare la soglia prevista dalla normativa nazionale per i punti nascita di primo livello, evitando la richiesta di una deroga per il 2027.
Il dato è emerso durante la Conferenza zonale dei sindaci del Valdarno aretino, alla presenza del nuovo direttore generale dell’Asl Toscana Sud Est, Dario Rosini. La Gruccia registra la crescita più significativa dell’intera azienda sanitaria, con 57 parti in più rispetto allo stesso periodo del 2025.
L’incremento è legato sia alla riduzione delle donne che scelgono di partorire fuori territorio, sia alla capacità di attrarre pazienti da altre zone, in particolare Casentino, Valdarno fiorentino e alcune aree del territorio aretino.
La presidente della Conferenza dei sindaci, Valentina Vadi, ha espresso grande soddisfazione, ringraziando gli operatori sanitari, le istituzioni e tutti i soggetti che hanno contribuito al risultato. «È il frutto di un lavoro di integrazione e sinergia che ha coinvolto servizi ospedalieri e territoriali, istituzioni, associazioni e un intero territorio», ha dichiarato. Vadi ha inoltre ribadito la volontà di mantenere l’autonomia del punto nascita e di rafforzare la collaborazione con il Valdarno fiorentino.
Soddisfazione anche da parte del direttore generale Dario Rosini, che ha confermato l’attenzione dell’azienda sanitaria verso la struttura, definita strategica per il territorio. L’obiettivo è continuare a sostenere il punto nascita, potenziando anche le attività consultoriali e le collaborazioni con le zone limitrofe.
Il direttore dell’unità operativa di ginecologia e ostetricia, Filippo Francalanci, ha sottolineato come il risultato sia frutto del lavoro di squadra tra ostetricia, ginecologia, pediatria, anestesisti e pronto soccorso, tutti impegnati a garantire assistenza alle donne e ai neonati.
Durante la riunione sono stati affrontati anche altri temi relativi al potenziamento dell’ospedale. Sono in arrivo nuove figure professionali per la pediatria, mentre il Punto di intervento relativo (Pir) pediatrico ha registrato oltre 280 accessi nel solo mese di ottobre.
Novità positive anche sul fronte tecnologico: l’ecografo destinato a ginecologia e ostetricia, acquistato grazie alla raccolta fondi promossa dal Calcit, arriverà entro la fine dell’anno e, dopo il collaudo, entrerà in funzione a gennaio. La nuova apparecchiatura consentirà anche di sviluppare specifiche attività ambulatoriali, tra cui un servizio dedicato alla prevenzione del tumore dell’endometrio.
Il risultato dei 500 parti rappresenta dunque un passaggio importante per il futuro del presidio valdarnese, frutto della collaborazione tra istituzioni, professionisti sanitari e comunità locale.
