Anche San Giovanni Valdarno partecipa alla Giornata mondiale del diabete, che si celebra ogni anno il 14 novembre, con due appuntamenti dedicati alla sensibilizzazione, alla conoscenza della malattia e all’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce.
Alla conferenza stampa di presentazione erano presenti il sindaco Valentina Vadi, l’assessore alle politiche sociali Alberto Marziali, il presidente dell’associazione valdarnese Amici del diabete Alberto Cuccuini e il vice presidente Emanuele Bani, l’editore del volume di Andrea Landi che sarà presentato a Palomar Enrico Taddei, la curatrice Lia Bronzi e la presidente della sezione soci di San Giovanni Valdarno di Unicoop Firenze Carla Bernacchioni.
La ricorrenza, istituita nel 1991 dalla Federazione internazionale del diabete (IDF) e dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), rappresenta un’occasione per richiamare l’attenzione su una patologia cronica che interessa milioni di persone in tutto il mondo e che costituisce una delle principali sfide per la salute pubblica.
Il diabete è una condizione caratterizzata da un aumento dei livelli di glucosio nel sangue, dovuto a una produzione insufficiente di insulina o a una difficoltà dell’organismo a utilizzarla correttamente.
Esistono diverse forme della malattia, tra cui il diabete di tipo 1 e quello di tipo 2. Quest’ultimo, in particolare, può svilupparsi a lungo senza manifestare sintomi evidenti, rendendo ancora più importante riconoscere i fattori di rischio e favorire controlli periodici.
Il tema internazionale scelto per il 2026-2027 è proprio quello dell’azione precoce: intervenire tempestivamente significa migliorare le possibilità di diagnosi, ridurre i rischi e garantire un accesso più rapido alle cure.
A San Giovanni Valdarno il programma prevede due iniziative promosse dall’associazione valdarnese Amici del diabete (AVAD), con la collaborazione del comune di San Giovanni Valdarno e di Unicoop Firenze, sezione Soci di San Giovanni Valdarno.
“Questa iniziativa, nata dalla collaborazione tra l’Associazione Valdarnese Amici del Diabete e i soci Coop del Valdarno, propone quest’anno due appuntamenti: il 12 novembre con la presentazione di un libro e il 14 novembre con uno screening gratuito della glicemia aperto a tutti – dichiara l’assessore alle politiche sociali Alberto Marziali –.
Credo che dietro questa giornata ci sia un messaggio importante: quando arriva una patologia come il diabete si apre un mondo che spesso chi non ne è direttamente coinvolto non conosce.
È un mondo fatto di specialisti, farmaci e terapie, ma anche di relazioni, amicizie, associazioni e di una comunità che si organizza per stare accanto alle persone. La vita continua, con nuove consapevolezze e nuove attenzioni, e il sostegno della comunità può fare davvero la differenza”.
Il primo appuntamento è in programma giovedì 12 novembre alle 17,30 a Palomar – Casa della Cultura, dove sarà presentato il libro “La strada che non avevo scelto” (Edizioni Setteponti) di Andrea Landi, che sarà presente all’incontro.
Dopo i saluti istituzionali del sindaco di San Giovanni Valdarno, Valentina Vadi, interverranno Lia Bronzi, critico letterario e d’arte, ed Enrico Taddei, editore. L’iniziativa è curata dall’associazione valdarnese Amici del diabete.
Il volume racconta una storia autobiografica che attraversa oltre sessant’anni di vita, personale e professionale. Tutto comincia con la diagnosi di diabete ricevuta a soli tre anni dal protagonista, che da adulto diventerà medico, scegliendo una professione anche alla luce dell’esperienza vissuta in prima persona.
Attraverso i ricordi dell’infanzia, la famiglia, gli affetti, gli incontri e il percorso professionale, Andrea Landi ripercorre anche l’evoluzione della diabetologia, dalle prime siringhe di vetro agli attuali sensori per il monitoraggio continuo della glicemia.
Non è soltanto un libro sulla malattia, ma una testimonianza sulla capacità di affrontare le difficoltà, sulla speranza e sulle possibilità di trasformare un’esperienza complessa in un’occasione di consapevolezza e vicinanza agli altri.
Il volume sostiene inoltre un progetto solidale a favore delle associazioni che accompagnano quotidianamente le persone con diabete.
“È un libro che ha un valore letterario, ma anche sociale, perché racconta in forma autobiografica la vita di un uomo che ha dovuto convivere con il diabete fin dall’età di tre anni – spiega l’editore Enrico Taddei –.
È una testimonianza di vita che restituisce anche l’enorme evoluzione delle cure: dalle siringhe di vetro con l’insulina da sterilizzare fino agli attuali dispositivi che consentono di monitorare la glicemia e rendono la gestione della malattia molto meno invasiva nella quotidianità.
Il diabete non è ancora una malattia sconfitta, ma la sua storia dimostra quanto siano cambiati gli strumenti e le possibilità di cura. Con questa presentazione vogliamo richiamare l’attenzione sulla patologia e promuovere una maggiore sensibilità verso le persone che ogni giorno convivono con essa”.
Il secondo appuntamento si svolgerà sabato 14 novembre, dalle 9 alle 12,30, presso il supermercato Coop di San Giovanni Valdarno, dove, come ogni anno, sarà possibile effettuare gratuitamente uno screening della glicemia.
L’iniziativa, rivolta a tutti i cittadini e promossa da Avad, vuole offrire un’occasione concreta per conoscere i propri valori glicemici e richiamare l’attenzione sull’importanza dei controlli e della diagnosi tempestiva.
“Nel trattamento del diabete sono stati compiuti enormi passi avanti, sia sul piano farmacologico sia su quello tecnologico – sottolinea il presidente dell’Associazione Valdarnese Amici del Diabete, Alberto Cuccuini –.
Oggi è possibile monitorare la glicemia in tempo reale, 24 ore su 24, e in alcuni casi consentire anche ai centri diabetologici di seguire a distanza l’andamento della malattia. Sono strumenti che migliorano sensibilmente il controllo e la qualità della vita delle persone.
Tenere sotto controllo la glicemia è fondamentale per prevenire le complicanze che, nel tempo, possono interessare diversi organi e apparati, aumentando il rischio di patologie cardiovascolari, insufficienza renale e problemi alla vista. La tecnologia e la ricerca stanno offrendo possibilità sempre maggiori e permettono alle persone di sentirsi più tutelate e seguite”.
Due momenti diversi, ma uniti da un obiettivo comune: diffondere informazioni corrette, promuovere la cultura della prevenzione e ricordare quanto la conoscenza, la ricerca e la vicinanza della comunità siano strumenti fondamentali per la tutela della salute.
