Comitato SiSepara: positivo l’appello degli avvocati del Valdarno

L’argomento inerente al Referendum, oramai prossimo, sulla Riforma della Giustizia ha avuto una risonanza ed evoluzione importanti in queste settimane. Molti risvolti della questione hanno però portato ad un livello di discussione e di scontro che nulla ha a che fare con la materia stessa oggetto del referendum.

In questo senso il Comitato SìSepara ha apprezzato moltissimo il fatto che ben 32 avvocati del Valdarno hanno sentito la necessità di condividere e far conoscere all’opinione pubblica la loro posizione in merito al referendum.

“La voce degli avvocati che più di tutti subiscono, insieme ai loro assistiti, i meccanismi che regolano attualmente la magistratura, – dichiara Stefano Magi, coordinatore del Comitato SìSepara nella sua espressione locale di Montevarchi – è una ulteriore conferma del percorso che abbiamo deciso di intraprendere da oltre un mese, consci della necessità di diffondere tutte le informazioni utili a far conoscere la materia ai cittadini elettori.”

“L’obiettivo, a questo punto che ci accomuna, è proprio quello di riportare la discussione sul merito della legge di revisione costituzionale, che ci preme sottolineare essere il naturale completamento della riforma Vassalli così da passare, in modo definitivo, dal rito inquisitorio a quello accusatorio, essendo l’attuale organizzazione un ibrido, un incompiuto, per allineare finalmente il funzionamento a quello in uso nella maggioranza delle democrazie occidentali.”

“I punti su cui si focalizzano gli avvocati sono propri quelli oggetto del dibattito di questi giorni, – continua Magi – provando a descrivere, in modo chiaro ed esplicativo e senza rivendicare nessuna appartenenza politica specifica, tutte le caratteristiche della riforma, evidenziando i miglioramenti che apporterebbe al funzionamento della giustizia, del quale ne beneficerebbero tutti i cittadini, indistintamente, e sottolineando che tutto il procedimento ha avuto il pieno rispetto della Carta Costituzionale, così come avvenuto per tutte le modifiche occorse negli anni precedenti da maggioranze diversamente articolate.”

“Cito solo alcuni passaggi, basilari, che rafforzano l’indipendenza e l’autonomia della magistratura:”

  1. La vera separazione delle carriere, e non già delle funzioni, tra magistrati inquirenti e giudicanti con i 2 CSM, cosicché i passaggi di livello, le assegnazioni e via discorrendo siano giudicati da veri colleghi che “siedono in tribunale sempre dalla stessa parte”, ovvero l’accusa piuttosto che il giudizio.
  2. L’introduzione di un meccanismo che “ripari” il danno arrecato alla magistratura stessa dalle correnti (l’attuale vincolo di mandato non formale ma reale, alla quale i magistrati si sentono legati in virtù della corrente di appartenenza che ha contribuito alla loro elezione, ne è la prova inequivocabile), ovvero il sorteggio, dopo troppi tentativi “falliti” di revisione del meccanismo di elezione dei membri togati nel CSM.
  3. L’istituzione dell’Alta Corte, per giudicare l’operato dei magistrati, terza rispetto ai CSM così da separare in organi indipendenti tra loro ed ugualmente autonomi i meccanismi meritocratici da quelli disciplinari.
  4. La consapevolezza che questa riforma, da sola, non sia la soluzione definitiva di tutti i mali che affliggono la magistratura, con la carenza di risorse umane ed economiche ben presenti nei nostri pensieri, ma sia un modo perché la terzietà del giudice e la parità tra le parti sia portata a compimento, così come recita e richiede l’articolo 111 della Costituzione.

“Ben vengano prese di posizione come quella degli avvocati, iniziativa che sosteniamo oltre ogni dubbio. – conclude Magi – Per nostra parte continueremo a condividere tutte le informazioni della riforma che consentano ai cittadini elettori di votare consapevolmente, in piena collaborazione con tutti coloro che vorranno contribuire attivamente.

Nei prossimi giorni daremo notizia degli eventi che organizzeremo nel Valdarno, portando esperti ed opinionisti in grado di approfondire il tema e di spiegarlo in tutte le sue sfaccettature.

Ricordo infine che il 22 e 23 marzo sarà il momento di andare a votare, utilizzando uno dei più alti presidi democratici che ci è stato donato da chi ha combattuto per la libertà, il referendum, che merita la partecipazione e nondimeno un approccio informato e cosciente.”