Cavriglia: stretta su case sovraffollate e ospitalità “invisibile”

Case sovraffollate e ospitalità “invisibili”: le nuove regole del Comune
Dichiarazioni più rigide, controlli immediati e stop agli alloggi oltre capienza.

Il sindaco Tassini: “Serve rigore e trasparenza per tutelare tutti”
Non risultano all’anagrafe, non lasciano traccia nei registri comunali e spesso sfuggono ai
controlli: sono extracomunitari “invisibili”, che vivono in abitazioni private.

Il fenomeno ha cominciato ad essere notato, anche a Laterina Pergine Valdarno e per arginarlo è arrivata la stretta del Comune.

Con un nuovo provvedimento firmato dal sindaco Jacopo Tassini, infatti, l’amministrazione
comunale ha introdotto controlli più rigorosi per contrastare il sovraffollamento delle
abitazioni, garantire situazioni abitative adeguate, rafforzare la sicurezza sul territorio, tutelare i minori ed evitare possibili focolai di illegalità.

Il provvedimento nasce dalle segnalazioni arrivate da Polizia Locale, Servizi Demografici e
Servizi Sociali, che hanno evidenziato, in alcuni casi, gravi difficoltà nel ricostruire con
precisione il numero di persone che vivono all’interno di uno stesso alloggio, con le
conseguenze che il fenomeno si porta al seguito.

“La normativa nazionale già prevede l’obbligo di comunicare entro 48 ore la presenza di
cittadini stranieri ospitati, ma – spiega il Sindaco – il sistema presenta una lacuna: mentre
l’ingresso deve essere dichiarato, nulla è previsto quando l’ospite lascia l’abitazione.

Il risultato è che il Comune ha una fotografia parziale e spesso superata della realtà”.
Per colmare questo vuoto, è stata introdotta una nuova procedura più stringente e strutturata.

Chi ospita un cittadino extracomunitario dovrà utilizzare un modulo diverso rispetto al passato, che impone un doppio livello di dichiarazione: non vanno indicate solo le persone in ingresso, ma anche quelle già presenti, compreso il dichiarante.

Elemento chiave della riforma è l’obbligo di allegare il certificato di idoneità alloggiativa, che stabilisce il numero massimo di persone alle quali è consentito abitare l’immobile.

Senza questo documento, o in caso di superamento dei limiti, la dichiarazione sarà respinta. Non si tratta solo di un adempimento formale.

Sono infatti previsti controlli immediati al momento della presentazione della dichiarazione: la Polizia Locale verificherà subito la capienza dell’abitazione sulla base dei dati forniti.
Successivamente, saranno possibili ulteriori accertamenti incrociati con l’ufficio anagrafe e i
servizi sociali.

L’obiettivo dell’amministrazione comunale è duplice e lo motiva il sindaco Tassini: “Da un lato intendiamo garantire condizioni abitative dignitose e prevenire situazioni di sovraffollamento, dall’altro il nostro obiettivo è rafforzare il presidio del territorio sotto il profilo della sicurezza e della legalità.

Ospitalità non controllate di cittadini stranieri sul nostro territorio, rischiano di
creare delle situazioni di possibile sfruttamento e illegalità. Si tratta di uno strumento di
trasparenza e tutela, che serve a conoscere meglio ciò che accade nelle nostre comunità e a intervenire se e quando necessario.”.

Per i cittadini cambiano le modalità, ma non la sostanza dell’obbligo: comunicare resta un
dovere, farlo correttamente diventa ora indispensabile.