Il 27 gennaio 1945 l’Armata Rossa liberava il campo di concentramento e sterminio nazista di Auschwitz. Sono passati 81 anni da quel giorno che ha segnato in modo indelebile la storia dell’Europa e del mondo.
Da quella data simbolo nasce il Giorno della Memoria, celebrato ogni anno il 27 gennaio in Italia dal 2000 e riconosciuto a livello internazionale dal 2005, per ricordare la Shoah e le milioni di vittime del nazismo e del fascismo.
Anche quest’anno il Comune di San Giovanni Valdarno rinnova il proprio impegno nel tenere viva la memoria, proponendo un programma di iniziative realizzato in collaborazione con i Licei Giovanni da San Giovanni, l’ISIS Valdarno, il Masaccio d’Essai, Diesis Teatrango e In Fabula APS.
Un cartellone che mette al centro la cultura come strumento di conoscenza, consapevolezza e responsabilità civile, coinvolgendo studenti, cittadini e famiglie in momenti di riflessione condivisa.
“In un contesto internazionale estremamente negativo come quello attuale, segnato da violenza, odio, guerre, settarismo e razzismo – dichiarano il sindaco Valentina Vadi e l’assessore alla cultura Fabio Franchi – come Amministrazione comunale di San Giovanni Valdarno abbiamo deciso anche quest’anno di proporre con convinzione una serie di iniziative per commemorare una tragedia che non deve mai più ripetersi e per sensibilizzare la comunità, in particolare le nuove generazioni, sull’Olocausto e sulla Shoah.
Il programma nasce dal coinvolgimento delle realtà del territorio, perché la promozione dei diritti e delle libertà deve essere un impegno diffuso, e si fonda sulla centralità delle attività culturali.
Crediamo che l’arte, la lettura, il teatro e il cinema siano tra gli strumenti più potenti per sviluppare anticorpi contro la violenza, l’odio e la barbarie.
Il nostro obiettivo è far sì che la memoria non sia solo ricordo, ma diventi riflessione e monito per il presente e per il futuro”.
Al Cinema Masaccio sarà proiettato il film “Norimberga”, opera che affronta uno dei momenti cruciali del secondo dopoguerra:
il processo ai principali gerarchi nazisti, chiamati a rispondere davanti alla comunità internazionale dei crimini contro l’umanità commessi durante il regime hitleriano.
Il film ripercorre il clima morale, politico e umano che accompagnò il celebre processo, mettendo al centro il tema della responsabilità individuale, della giustizia e della memoria, e ponendo interrogativi ancora attuali sul rapporto tra legge, coscienza e potere.
Nelle due mattine del 27 e 28 gennaio il film sarà proposto agli studenti e alle studentesse delle scuole superiori del territorio.
Le proiezioni mattutine, riservate alle classi quarte e quinte dei Licei Giovanni da San Giovanni e dell’ISIS Valdarno, saranno accompagnate da un momento di confronto e dibattito con il docente di cinema dell’Università di Firenze Luigi Nepi, che guiderà gli studenti nella lettura storica e cinematografica dell’opera, favorendo una riflessione critica sui temi della Shoah, della giustizia internazionale e della responsabilità collettiva.
Il film sarà poi proposto anche alla cittadinanza la sera del 28 gennaio alle ore 21:15, in una serata straordinaria della rassegna Masaccio d’Essai, offrendo così un’occasione di riflessione aperta a tutta la comunità.
Il 27 gennaio, alle ore 21:15 a Palomar – Casa della Cultura, spazio al teatro e alla musica con il reading “Cantico dei Cantici”, a cura di Diesis Teatrango, con Piero Cherici e Filippo Mugnai.
La performance, che unisce allievi e professionisti, nasce dal poema di Iakovos Kambanellis e dalla musica di Mikis Theodorakis e si configura come un intenso rito civile dedicato alla memoria della Shoah e degli stermini nazisti.
Accanto al canto che attraversa l’esperienza di Mauthausen, trovano spazio le voci e le testimonianze di Etty Hillesum, Elie Wiesel, Goti Bauer e Rudolph Brazda, ultimo testimone noto della persecuzione degli omosessuali sotto il nazismo.
La performance dà spazio anche alle vittime del Paragrafo 175, del programma Aktion T4, allo sterminio di Sinti e Rom e ai bambini di Terezín, attraverso poesie, disegni e testimonianze.
Un allestimento essenziale e immersivo accompagna il pubblico in un vero e proprio rito civile condiviso.
Il programma si chiude il 29 gennaio alle ore 18:00 sempre a Palomar con “La stella di Andra e Tati”, uno spettacolo di narrazione pensato per bambini dai 7 agli 11 anni e per le famiglie, a cura di Chiara Cappelli e Angelo Castaldo e promosso da In Fabula APS.
La storia racconta la vicenda vera di Andra e Tatiana Bucci, due sorelle italiane di origine ebraica deportate ad Auschwitz nel 1944 e sopravvissute agli esperimenti del dottor Mengele.
Un racconto delicato ma potente, capace di trasmettere anche ai più piccoli il valore della memoria, della speranza e della solidarietà.







