Filippo Boni ha incontrato gli studenti dell’IC di Bucine sulla Shoah

Lunedì 30 marzo 2026, dalle ore 9:30 alle ore 11:30, presso la sede centrale dell’Istituto
Comprensivo di Bucine, lo scrittore e giornalista Filippo Boni ha incontrato le alunne e gli alunni delle classi terze della Scuola Secondaria di primo grado per presentare il libro “Mi chiamo Oleg.

Sono sopravvissuto ad Auschwitz” (Newton Compton Editori, 2025), scritto insieme a Oleg Mandić.

Filippo Boni dell’IC di Bucine sulla Shoah

All’incontro ha partecipato anche la dirigente scolastica Paola Brogi, che ha sottolineato il valore educativo della testimonianza storica e l’importanza di mantenere viva la memoria attraverso il dialogo con le giovani generazioni.

Il volume racconta la storia vera di Mandić, nato nel 1933 nell’attuale Croazia e deportato ad Auschwitz a soli undici anni come prigioniero politico insieme alla madre e alla nonna, perché il padre e il nonno si erano uniti alla resistenza partigiana.

Sopravvissuto alla fame, ai lavori forzati e al reparto del dottor Mengele, Oleg fu tra gli ultimi prigionieri a varcare i cancelli del campo alla liberazione da parte dell’Armata Rossa il 27 gennaio 1945.

L’incontro ha assunto un significato particolarmente profondo in un territorio segnato dalla violenza nazifascista.

Il 29 giugno 1944, le truppe della divisione corazzata “Hermann Göring” massacrarono
244 civili innocenti nelle località di Civitella in Val di Chiana, Cornia e San Pancrazio, quest’ultima frazione del Comune di Bucine. A Civitella i soldati irruppero nella chiesa durante la messa e giustiziarono gli uomini del paese;

a San Pancrazio gli uomini furono radunati e fucilati nelle cantine dell’antico Palazzo del Podestà.

Per queste stragi il Comune di Bucine è stato insignito della medaglia d’oro al valor civile.
Ogni anno l’Istituto Comprensivo commemora questi eventi e partecipa attivamente alle celebrazioni del Giorno della Memoria e dell’anniversario della strage del 29 giugno, nella convinzione che la scuola abbia il dovere di formare cittadini consapevoli e custodi attivi della memoria storica.

L’incontro si è concluso con un dialogo partecipato tra gli studenti e l’autore, che ha offerto
un’importante occasione di riflessione sui temi della Shoah, della responsabilità individuale e del valore della memoria nel presente.