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(D)istruzione a Gaza, a San Giovanni Valdarno la mostra fotografica di Dahman Eyad

Le immagini di scuole colpite e distrutte dai bombardamenti diventano una testimonianza della guerra e, allo stesso tempo, del valore di ciò che quei luoghi rappresentavano: spazi di apprendimento, crescita, socialità e costruzione del futuro.

È questo il filo conduttore di “(D)istruzione a Gaza”, la mostra fotografica di Dahman Eyad che sarà inaugurata sabato 3 ottobre al Circolo Arci Marzocco di San Giovanni Valdarno, al termine della Marcia della Pace organizzata dal Coordinamento Valdarno per la Pace tra Montevarchi e San Giovanni Valdarno.

L’esposizione, realizzata con il patrocinio del Comune di San Giovanni Valdarno, propone un racconto per immagini della realtà della Striscia di Gaza attraverso gli scatti di Dahman Eyad, fotografo, videomaker ed editor palestinese originario di Gaza e membro del team Tellers Productions, impegnato da due anni nella documentazione della guerra e delle sue conseguenze sulla popolazione civile.

Al centro della mostra c’è la frattura tra il diritto universale all’istruzione e la realtà vissuta quotidianamente da bambini e ragazzi palestinesi. Le fotografie mostrano edifici scolastici devastati, aule trasformate in macerie, luoghi che prima della guerra erano destinati allo studio e alla formazione e che oggi raccontano anche la perdita di una quotidianità e di una prospettiva per un’intera generazione.

Un quadro che trova riscontro anche nei dati delle organizzazioni internazionali. Secondo una valutazione dell’UNRWA basata su dati satellitari raccolti da UNOSAT l’8 luglio 2025, il 97 per cento degli edifici scolastici della Striscia di Gaza aveva subito qualche forma di danneggiamento; 518 dei 564 edifici scolastici analizzati, pari al 91,8 per cento, necessitavano di ricostruzione completa o di importanti interventi di riabilitazione.

La distruzione delle infrastrutture educative ha avuto conseguenze che vanno ben oltre la perdita materiale degli edifici.

La mostra prende spunto proprio da questa dimensione: non soltanto la distruzione di un edificio, ma la cancellazione di uno spazio nel quale una comunità trasmette conoscenze, costruisce relazioni e immagina il proprio futuro. Da qui anche il titolo “(D)istruzione”, che mette insieme, in una sola parola, l’istruzione e la sua distruzione.

«L’istruzione non è un danno collaterale. È il bersaglio», è la frase attribuita a Ehab Khair dell’Università al-Israa che accompagna il percorso espositivo.

La mostra invita così a guardare alla guerra anche attraverso ciò che accade ai luoghi dell’educazione e ai bambini e ai ragazzi che li abitavano. Secondo l’UNRWA, nel settembre 2025 circa 660mila bambini nella Striscia di Gaza risultavano ancora privati dell’istruzione in presenza per il terzo anno consecutivo, mentre l’educazione formale era affidata in larga parte a programmi a distanza, in condizioni fortemente condizionate dal conflitto e dagli spostamenti della popolazione.

L’inaugurazione di “(D)istruzione a Gaza” si inserisce nel programma della giornata dedicata alla pace e sarà il momento conclusivo della Marcia della Pace del Coordinamento Valdarno per la Pace, che attraverserà il territorio tra Montevarchi e San Giovanni Valdarno.

La mostra rappresenta un’occasione di riflessione e di approfondimento attraverso la forza immediata della fotografia, portando nel Valdarno immagini che raccontano una realtà lontana geograficamente ma legata a temi universali: il diritto all’educazione, la tutela dei civili e la possibilità, per ogni bambino e ogni ragazzo, di poter immaginare e costruire il proprio futuro.

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