Prosegue il calendario di aprile de Le piazze del sapere, la rassegna promossa dal Comune di San Giovanni Valdarno in collaborazione con il Centro per il libro e la lettura e Unicoop Firenze – sezione soci Coop di San Giovanni Valdarno.
Sabato 11 aprile alle 17, nella suggestiva cornice di Palazzo d’Arnolfo, è in programma la presentazione del libro “Un uomo di sinistra.
Pedro Losi, 50 anni di vita personale e di azione politica in Valdarno”, di Pierluigi Ermini, pubblicato da Aska Edizioni.
L’iniziativa sarà aperta dai saluti istituzionali del sindaco Valentina Vadi e di Gianfranco Donato, presidente della Banca del Valdarno – Credito Cooperativo.
Interverranno Pedro Losi, già sindaco di San Giovanni Valdarno dal 1985 al 1995 e consigliere regionale dal 1995 al 2000, e Vasco Giannotti, parlamentare dal 1992 al 2001.
A condurre l’incontro alla presenza dell’autore sarà Francesco Niccolini, drammaturgo, sceneggiatore, scrittore e regista.
Il volume ripercorre la vicenda umana e politica di Pedro Losi, la storia di un giovane operaio che, pur senza aver avuto l’opportunità di studiare, ha trovato nel sindacato e nella politica lo spazio per esprimere le proprie capacità.
Un percorso reso possibile anche grazie al Partito Comunista Italiano, che gli ha offerto strumenti di crescita e formazione, accompagnandolo lungo un cammino fatto di impegno, studio ed esperienza.
Il libro si configura così anche come un affresco delle trasformazioni che hanno attraversato San Giovanni Valdarno e il territorio circostante dagli anni Sessanta fino alla fine del Novecento, raccontando momenti cruciali, scelte condivise e il contributo di tante persone che, insieme a Losi, hanno partecipato a una stagione segnata dalla conquista di importanti diritti sociali e civili.
Un racconto che guarda al passato ma che mantiene un forte legame con il presente, offrendo spunti di riflessione per il futuro della comunità.
Nell’introduzione al volume, il sindaco Valentina Vadi scrive: “Pedro Losi è una delle figure di maggior rilievo che la nostra città abbia avuto dal secondo dopoguerra ad oggi.
Il suo profilo umano e professionale rinvia ad una qualità autentica, ad un rigore etico e morale, ad una capacità di approfondimento, ad una coerenza che oggi sembrano appartenere ad un’epoca lontana, o, peggio, sembrano non essere requisiti essenziali nella vita pubblica, ma di cui, in realtà, si sente tanto la necessità e della quale la nuova generazione di amministratori – a cui anche io appartengo – avrebbero tanto bisogno come guida ed indirizzo di esperienza e di conoscenza”.
E aggiunge: “Uno dei tratti più significativi della sua personalità è la capacità di ascolto e la volontà di trovare soluzioni ai problemi delle persone. Ha sempre vissuto la politica come un servizio alla comunità e come una costruzione collettiva”.
Autore del volume, Pierluigi Ermini nato a San Giovanni Valdarno il 29 maggio 1959. Ha lavorato per il Comune dal 1981 al 2001, ricoprendo anche il ruolo di segretario del sindaco. Giornalista pubblicista dal 2001, ha collaborato con riviste e periodici locali.
Dal 2002 al 2022 è stato dipendente del Comune di Montevarchi come responsabile della comunicazione istituzionale, contribuendo alla nascita di uno dei primi uffici stampa pubblici del Valdarno e coordinando lo sportello Incomune.
Attivo nel volontariato, ha seguito il tema delle barriere architettoniche e dal 2015 è referente del coordinamento valdarnese di Libera contro le mafie. Nel 2017 ha cofirmato con Anna Vieri il libro “Storia di un povero prete” e cura il blog ilcamminodipierluigi.net.
“Raccontare la storia di Pedro Losi – dichiara Pierluigi Ermini – è stato come ripercorrere cinquant’anni di vita della nostra comunità e dell’intero Valdarno.
La vicenda di un giovane che non aveva avuto la possibilità di studiare, un operaio che, grazie all’impegno nel movimento sindacale e nel Partito Comunista Italiano, ha saputo mettere a frutto i propri talenti e le proprie capacità al servizio degli altri.
In lui i valori non sono mai venuti meno: sono rimasti saldi, pur confrontandosi con un mondo in rapido cambiamento.
È una storia intensa ed emozionante, perché parla anche di noi, di tante persone che hanno lavorato con passione per il bene del territorio”.
